“Siamo a conoscenza del fatto che il nostro recente aggiornamento abbia creato un po’ di confusione. Dato che la circolazione di informazioni errate e non veritiere ha causato preoccupazione, desideriamo fare chiarezza e assicurarci che tutti comprendano i principi su cui ci basiamo”. Con queste frasi Facebook rimanda ufficialmente l’aggiornamento di Whatsapp che tante polemiche ha generato da questa parte come dell’altra dell’Oceano.

Da Elon Musk al nostro Garante per la privacy, le voci contrarie alla condivisione dei dati fra la app per la messaggistica e il social network che ne detiene la proprietà son state tante. Mentre altri servizi concorrenti come Telegram e Signal registravano picchi di download, la multinazionale di Mark Zuckerberg ha deciso di fare un passo indietro posticipando l’aggiornamento a data da definire. E nel frattempo tenta di fugare i dubbi.   

“WhatsApp si fonda su un concetto semplice: tutto ciò che condividi con familiari e amici rimane tra voi”, scrivono da Menlo Park, in California, dove ha sede Facebook. “Questo significa che continueremo a proteggere le tue conversazioni personali con la crittografia.

WhatsAppFacebook possono vedere i tuoi messaggi privati. WhatsApp non può nemmeno vedere la posizione da te condivisa e non condivide i tuoi contatti con Facebook”.

L’ultimo aggiornamento non avrebbe cambiato nulla secondo il colosso del Web. Includerebbe invece nuove “opzioni facoltative che consentono agli utenti lo scambio di messaggi con le aziende che usano WhatsApp e offrono maggiore trasparenza sulle nostre modalità di raccolta e utilizzo dei dati. Al momento l’utilizzo di WhatsApp per fare acquisti non è molto diffuso. Tuttavia, riteniamo importante che tu sia a conoscenza di questo servizio, perché in futuro saranno sempre di più gli utenti che sceglieranno di utilizzarlo”.

Il progetto è chiaro da tempo: avere un servizio sul modello del cinese WeChat, di proprietà di Tencent, attraverso il quale poter fare più o meno tutto iniziando dagli acquisti. Nel frattempo Facebook si è anche lanciata nel mondo del commercio elettronico ad inizio anno, alleandosi con Shopify, per diventare una piattaforma alternativa ad Amazon. L’aggiornamento, stando ai sospetti, avrebbe consentito al colosso di unificare a fini commerciali le informazioni della chat e quelle del social network. Ma evidentemente la levata di scudi è stata troppo netta per procedere, almeno secondo la tabella di marcia stabilita. 

“Stiamo posticipando la data in cui chiederemo ai nostri utenti di rivedere e accettare i termini”, conclude la compagnia. “In modo graduale, e secondo le tempistiche di ciascuno, inviteremo i nostri utenti a rivedere l’informativa prima del 15 maggio, quando saranno disponibili le nuove opzioni business”. Insomma, si cambia approccio prendendo tempo sperando così di fugare i dubbi. Iniziando da quelli delle autorità europee per la protezione dei dati.

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