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Vaccini: per i fragili quarta dose fondamentale, solo il 10% l’ha fatta

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Ancora troppe poche adesioni di pazienti fragili alla quarta dose di vaccino contro il Covid. Sono solo il 10%, una situazione che preoccupa i 13 Irccs italiani coinvolti nel progetto di ricerca clinica Vax4Frail, finanziato dal ministero della Salute. Fra i firmatari del testo sulla quarta dose ai più fragili, anche il presidente del Consiglio superiore di sanità, Franco Locatelli.

“La percentuale di adesione alla quarta dose per i pazienti fragili rimane molto al di sotto delle aspettative. Si stima una copertura inferiore al 10%” degli 800mila immunodepressi censiti, “con marcate differenze geografiche tra Regioni. Questo dato desta significativa preoccupazione. La circolazione virale di Sars-CoV-2 nel Paese rimane elevata e la protezione dei fragili attraverso la quarta dose di vaccino deve essere un obiettivo fondamentale da perseguire”.

Questo l’appello-allarme lanciato dai 13 Irccs italiani coinvolti nel progetto di ricerca clinica Vax4Frail, finanziato dal ministero della Salute. Fra i firmatari del testo sulla quarta dose ai più fragili, anche il presidente del Consiglio superiore di sanità, Franco Locatelli.

Per aumentare la copertura vaccinale in questa fascia di popolazione, secondo il gruppo di ricerca, servono “una straordinaria attivazione delle aziende sanitarie e ospedaliere per coinvolgere nel piano di vaccinazione questi pazienti, e il massimo sforzo dei medici che hanno in cura questi malati per sensibilizzarli rispetto all’opportunità di ricevere una quarta dose, da considerarsi equiparabile alla dose booster dei soggetti senza compromissione della risposta immunitaria”.

Secondo gli studi, infatti, “dopo due dosi, il livello di risposta dei fragili è del 62% e la terza dose booster aumenta la risposta immunologica in tutti i gruppi di pazienti. Questo aumento, purtroppo, è minore nei pazienti con tumori ematologici e con malattie reumatologiche. Alla luce di quanto osservato dopo tre dosi di vaccino, era già stato segnalato come fosse importante una quarta dose per i pazienti con funzionalità del sistema immunitario compromessa, in particolare per quelli con un trattamento in corso che potenzialmente poteva aver interferito con un’efficace risposta alle dosi precedenti”.

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Valentina Romano
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