Tra i pacchetti sotto l’albero di Natale quest’anno c’era anche un pesante parallelepipedo di cartone. Era il regalo di mia moglie e l’ho aperto con una certa curiosità: non avevo la minima idea di cosa potesse essere. Una enorme scatola di cioccolatini no, perché troppo pesante ma soprattutto perché mia moglie pensa alla mia salute (anche troppo a mio avviso…). Un puzzle (amo i puzzle)? Nemmeno, troppo sottile e sempre troppo pesante. Alla fine ho deciso che fosse una scatola di attrezzi per stimolare la mia intermittente passione per il bricolage. Quando l’ho aperta ho trovato invece questi quattro pezzi di legno, senza alcuna istruzione né marchio.

Ho pensato a uno di quei mobili Ikea dal dolce nome tipo Tvøkkïrgvstrånd, arrivato per errore senza le mitologiche istruzioni che hanno portato più d’uno alla follia (ma non me, mi vanto di essere sempre riuscito a montare i diabolici accrocchi). E invece, mi ha spiegato Federica, era una scrivania verticale, e le istruzioni (matusa che non sei altro era il sottotesto) le trovi comodamente online.

Detto fatto, in pochi istanti ho montato l’aggeggio, l’ho appoggiato sul tavolo e… da qual momento, anche se sono passati solo pochi giorni durante in quali non ho lavorato a tempo pieno, posso già dire che la mia vita è cambiata.

Uno degli effetti collaterali del Covid di cui pochi parlano, oltre all’anosmia (perdita dell’olfatto) e altri sintomi ben noti, è il danno alla schiena. Lockdown, e conseguente smartworking, hanno infatti costretto milioni di persone a inventarsi un angolo ufficio nelle case, spesso con materiali di risulta, seggiole quasi mai adatte, tavolini troppo bassi o troppo alti, schermi microscopici ecc. Io non ho fatto eccezione, anche se nel tempo mi sono organizzato: ho preso uno schermo più grande, ho trafugato una seggiola dalla redazione (spero che questa pubblica confessione valga come attenuante). Ma il computer rimaneva sempre troppo basso. Alla fine, prendendo esempio dal collega Matthew DeBord, lo avevo messo su uno scatolone di cartone, cosa che però non giovava all’estetica del salotto.

Restava il fatto che passavo comunque troppe ore seduto: certo, ci sono regole che spiegano che bisogna alzarsi e sgranchirsi di quando in quando, che ogni tanto bisogna uscire per una passeggiata ecc. Ma, come molti di voi sapranno bene, quando si lavora è difficile tener conto del tempo che passa.

Da quando ho montato la scrivania verticale lavoro molto tempo in piedi senza fare particolare fatica, e quando mi siedo il schermo sta esattamente all’altezza che mi è più congeniale.

E la mia schiena ringrazia.

D’altronde Tim Cook ci ha avvertito, in modo un po’ terroristico: ‘Stare seduti è il nuovo cancro’. E ha fornito tutti i dipendenti Apple di postazioni per lavorare in piedi.

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