È possibile stabilire in modo “scientifico” quale sia il più terrificante film horror della storia del cinema?

PROBABILMENTE NO. Come ricorda un articolo su IFLS, pellicole come Shining o L’Esorcista facevano scappare alcuni terrorizzati spettatori dalle sale, quando uscirono, ma lascerebbero tiepidi molti spettatori di oggi, più abituati a un certo modo di mostrare la violenza sullo schermo. Del resto, un ornitofobico non sopporterebbe Gli uccelli di Hitchcock, ma si tratta comunque di un film che a chi non ha la fobia dei pennuti potrebbe creare soltanto una lieve inquietudine.

ECCITAZIONE E CATARSI. L’unica cosa che mette tutti d’accordo, quando si parla di horror, è l’attrazione magnetica che esercitano sul nostro cervello. Una possibile spiegazione al successo di questo genere è da ricercare nella sensazione di arousal, parola bizzarra che si riferisce all’attivazione fisiologica (aumento della frequenza cardiaca, del ritmo respiratorio, della pressione sanguigna) suscitata dagli stimoli audio-visivi studiati per questo tipo di film.

Anche se la paura non è di per sé piacevole, una certa quantità di eccitazione residua persiste per la durata dell’intera esperienza, e tende ad amplificare anche le sensazioni positive legate al semplice intrattenimento, al sollievo di trovarsi al sicuro e al fatto di aver passato una serata un po’ diversa dal solito. Queste emozioni positive si fissano nella memoria: quando più avanti ripenseremo a quel film, tenderemo ad associarlo alla positività dell’intera esperienza e non all’ansia della singola scena.

Un’altra ragione per cui ci piacciono i film horror è insita nel fatto che la paura è un potente, seppur momentaneo distrattore da tutti i motivi di ansia reale che, mai come in questi mesi, ci assillano.

C’ERO CASCATO! Un’altra teoria vuole che il brivido che proviamo durante un film horror non sia così diverso da quello che avvertiamo quando, in un gioco contro un astuto avversario, finiamo per cadere nella sua trappola. Le tattiche che l’altro sfrutta per portarci fuori strada possono anche risultare godibili perché stimolano la nostra curiosità e fanno leva sull’effetto sorpresa.

In un esperimento sul rapporto tra paura e divertimento condotto in Danimarca, un gruppo di 110 persone è stato accompagnato in una “casa infestata” di un parco tematico. L’intrattenimento è risultato della massima efficacia quando i volontari hanno raggiunto e mantenuto un certo grado di attivazione, legato a uno spavento non così forte da sfociare nel panico. Il divertimento è massimo se la paura non supera una certa soglia: accade qualcosa di simile nel gioco, godibile solo finché la competizione non diventa motivo di stress eccessivo.

MEGLIO IN COMPAGNIA. In uno studio pubblicato su Neuroimage, che ha indagato anche sulle ragioni che portano a scegliere di vedere un film horror piuttosto che no, è emerso che questo è più di altri un genere “sociale”, che si apprezza di più se guardato in compagnia (anche perché, da soli, si tende ad ascoltare troppo gli scricchiolii di casa…). Quanto ai film horror più riusciti, sono quelli nei quali una regia geniale riesce a cambiare costantemente il tipo di stimolo pauroso da sottoporci, con una progressione di scene preparatorie e successivi spaventi che non permette di rilassarsi fino all’inevitabile conclusione, qualunque essa sia.

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