Sono giorni complessi per PornHub, il sito di video porno più conosciuto al mondo. Il celebre portale ha dovuto rimuovere in queste ore gran parte dei suoi video in seguito a un’inchiesta del New York Times secondo cui online ci sarebbero state riprese di “violenze, anche su minori, oltre a immagini di revenge porn e spy cam (telecamere nascoste in docce e spogliatoi) oltre a contenuti razzisti, misogini e violenti”. Il caso ha destato così grande indignazione che Mastercard e Visa hanno ritirato la possibilità di pagare l’abbonamento al sito con le loro carte: una mossa che ha portato a un severo giro di vite da parte dei gestori del sito che hanno rimosso milioni di video caricati dagli utenti lasciando online solo quelli verificati. Una mossa importante, ma che lascia molti dubbi sulla gestione del sito. A cominciare dal perché nessuno abbia controllato prima e denunciato le immagini di violenze.

La mossa potrebbe avere un impatto significativo sul futuro dell’azienda. Sebbene sia gratuito, Pornhub addebita  9,99 euro al mese per contenuti esclusivi e video di qualità superiore. La società madre di Pornhub, MindGeek, ha precedentemente affermato che le affermazioni erano “irresponsabili e palesemente false”. Nella sua revisione annuale più recente, Pornhub ha affermato di aver avuto 42 miliardi di visitatori del sito nel 2019 e più di 6,83 milioni di video sono stati caricati, con un tempo di visualizzazione combinato di 169 anni. Nessuno, però, sa quanti siano i moderatori impegnati a controllare i video.

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