Ha uno schermo grande, molto grande per essere un computer portatile: 17 pollici. Eppure non solo è leggerissimo (un chilo e trecento grammi appena) ma promette di essere assai resistente grazie al suo chassis costruito in lega di magnesio e NanoCarbon. Il prodotto in questione si chiama LG Gram ed è un ultrabook pensato sostanzialmente per chi deve lavorarci. Lo abbiamo provato, ma non con i benchmark che ci dicono a quanto si spinge il processore o ci svela tutti i dettagli dello schermo o il consumo della batteria nelle varie condizioni di utilizzo. Per quello ci sono le ottime webzine e i videoblog specializzati. Lo abbiamo messo, come si suol dire, “in produzione”, ovvero lo abbiamo usato durante il lockdown nel nostro lavoro quotidiano da casa sostituendolo per circa un mese al portatile aziendale collegato alla docking station con monitor da 23 pollici. Certo non un azzardo, ma sicuramente un deciso cambio di abitudini: dalla rassicurante postazione che clona quella della redazione al solo portatile. Ecco alcuni brevi appunti su come è andata.

Primo contatto. E’ grande, fa la sua figura e anche un po’ di paura che si danneggi nel maneggiarlo, considerate le sue dimensioni. Un decina di anni fa ci trovammo di fronte a un laptop dalle forme così “generose”, il MacBook Pro da 17 pollici che Apple lanciò con lo stesso proposito di conquistare un’utenza professionale: gran bel prodotto, tanti hype a livello hardware ma pesava pure 3 kg. Bello sì, funzionale pure, ma tanto impegnativo. Da allora il tempo non è passato invano e questo LG Gram può fare della leggerezza e della qualità dello schermo il suo punto di forza. Windows 10 parte in un attimo, buona l’autenticazione con l’impronta digitale (grazie a Windows Hello) posizionata sul pulsante di accensione. Il sistema operativo di Microsoft ci aiuta a collegarci alle nostre risorse nel cloud. Basta solo installare la VPN (che ci regala la connessione sicura con i server aziendali) e il gioco è fatto. Parte il sistema delle agenzie. C’è tutto per lavorare.

La portabilità. Tra le cose che si apprezzano nel lavoro in remoto con l’LG Gram è la possibilità di spostarsi da una stanza all’altra con estrema facilità, tenendo anche presente che il suo peso è paragonabile a quello di un laptop da 13 pollici. La docking station è funzionale, potente, ma ti costringe a non muoverti dalla stanza in cui si trova. E chi ha bambini per casa, o soltanto vuole spostarsi in un altro ambiente per lavorare, è complicato cercare nuovi spazi. Con l’LG Gram ci spostiamo a computer acceso o in stop, ci sediamo su divano o sul tavolo della cucina, ovunque. Con un tocco il nostro display torna a funzionare e si riprende. È un bel lavorare con uno schermo grande così. La batteria, poi, fa per intero il suo dovere. Ma di questo ne parleremo più avanti.

Lo spazio visivo. Lo schermo è grande e molto luminoso rispetto ai latpop e ai tablet a cui siamo abituati. Non c’è il touch, e del resto se lavoriamo non ci serve poi a molto. Se il display fosse un po’ meno lucido risolverebbe qualche problema di luce ambientale, ma tant’è. La risoluzione 2560×1600 pixel e la proporzione da 16:10 fanno di questo WQXGA IPS Full HD un ottimo schermo per il lavoro. Per il classico lavoro d’ufficio, tra word, fogli di stile, app specifiche, browser e via di questo passo, è semplicemente usabile. Ed è quello che volevamo. Lo spazio per incasellarvi le finestre che ci servono c’è tutto. Il display, configurabile al massimo anche grazie a Windows, non stanca anche dopo diverse ore. Sia che lavoriamo su un piano, sia che tenendo il laptop sulle ginocchia.

L’ergonomia. E’ progettato per il lavoro, dunque, questo ultrabook di LG. Ma anche per la vita digitale a tutto tondo. La fluidità del sistema aiuta, così come la silenziosità del dispositivo. La tastiera ospita persino il tastierino numerico difficile da trovare su un laptop. È perfetto per chi fa da conto ma per chi non ne fa uso in fondo è soltato spazio occupato. Meglio: il touchpad è molto efficace e risponde bene (se fosse stato più grande sarebbe stato perfetto, diciammolo), ma per via della presenza del tastierino numerico risulta sfasato rispetto alla tastiera, spostato molto più a destra. Il tasto invio, poi, è più piccolo del solito. Più allungato e meno alto. Per i tanti che, come il sottoscritto, scrivono a 10 dita, la fase di training è frustrante. Ci si deve abituare e sulle prime ci si scopre a fare a errori di digitazione inattesi. Ma poi, pian piano, ci si abitua. Un appunto sul sistema audio, che non ci è piuciuto: non è certamente all’altezza di un prodotto molto rifinito come questo. Lo spazio non manchereebbe eppure il suono alla fine è solo sufficiente. La soluzione – ed è quello che abbiamo fatto noi – è collegare il laptop con un buon diffusore bluetooth.

La durata della batteria. LG, almeno per il modello top che abbiamo provato, assicura 17 ore di uso continuato con una sola ricarica grazie alla nuova batteria da 80W. In realtà siamo a qualche ora in meno, anche se l’uso lavorativo in mobilità comunque prevede per il sistema uno stress non indifferente: tanti programmi stand-alone aperti, wifi 6 sempre attivo, flusso costante delle news, filmati e spesso anche immagini aperte da trattare con software di ritocco (oltre a 3 prese Usb 3.1 tipo A e una tipo C, il Gram ha anche un lettore per schede micro SD e una presa HDMI standard). Noi siamo riusciti a lavorarci per 10-12 ore che è comunque un ottimo risultato. Peccato che l’LG Gram abbia un alimentatore proprietario, che quando si lavora alla scrivania resta praticamente attaccato sino a spegnimento serale. C’è la presa Thunderbolt 3 per ricaricare il laptop e in giro per casa un cavetto Usb-C si trova sempre.

La resistenza. Dicevano al primo contatto la leggerezza davvero soprendente di questo ultrabook fa temere una certa fragilità. Come ad esempio lo schermo: se proviamo a piegarlo si flette un po’ (anche se non si capisce perché un utente debba divertirsi a piegare il display). Ma non lasciatevi ingannare, il Gram 17 – forte della sua scocca in lega di magnesio e NanoCarbon – carte alla mano ha superato con successo il rigoroso test militare per lo standard MIL-STD-810G che ne accerta la resistenza a 7 fattori di rischio che sono, nell’ordine: urti, temperature elevate, polvere. nebbia salina, bassa pressione, basse temperature e vibrazioni. Ce n’è quanto basta per sentirsi rassicurati.


I modelli. Quello da 17 pollici, dotato di display IPS con risoluzione 2560×1600 e formato 16:10, monta il processore Intel Core di decima  generazione (Ice Lake) che si presenta nella versione i5 con 8 GB di RAM e nella versione i7 con 16 GB di memoria DDR4. Ha un drive a stato solido (SSD) da 512 GB e dispone di uno slot extra per un’unità SSD aggiuntiva che consente di raddoppiare la memoria. Il modello da 15 pollici è, invece, dotato di display WQXGA IPS Full HD (1920×1080) ed è disponibile con processore Intel i5 e i7 di decima generazione e 8 GB di RAM. Il peso è da record: e la maggior parte dei portatili da 17 pollici presenti sul mercato supera i due chilogrammi, il 17 pollici di pesa appena 1,3 kg, mentre il modello da 15 pollici 1,1  kg. Infine i prezzi: vanno dai 1249 per il modello dal 15 pollici sino ai 1699 per il top da 17. Che si possono abbassare non poco pescando in rete qualche offerta speciale.

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