Home Ambiente L’illuminazione notturna sta creando sempre più problemi 

L’illuminazione notturna sta creando sempre più problemi 

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ALAN non è (solo) un nome proprio di persona, ma anche un acronimo: in inglese sta per Artificial Light At Night, “luce artificiale notturna“, e si riferisce quindi a tutte quelle fonti luminose (pubbliche e private) che si accendono dopo il tramonto. Un fenomeno tipicamente umano e tipicamente urbano, i cui effetti però non si fermano ai confini di una città ma riverberano anche in tutta l’area circostante, al punto che c’è chi ha cominciato a parlare di Urbanocene, l’epoca delle città, nella quale non esiste più il ciclo giorno/notte e le luci sono sempre accese. Sappiamo da tempo che l’inquinamento luminoso è un problema (chiedetelo a chi si occupa di astronomia), ma ora secondo un nuovo studio pubblicato su Journal of Applied Ecology c’è un’altra conseguenza imprevista: sempre più prede faticano a nascondersi dai predatori, perché le lampadine a LED, che stanno sostituendo tutti gli altri tipi, mettono in evidenza i loro colori – gli stessi che, in una notte “normale”, servono loro per mimetizzarsi.

DAL SOX AL LED. Lo studio si è concentrato sulle specie che vivono nelle città costiere, in particolare sulle littorine, una famiglia di molluschi gasteropodi molto diffusi in tutto il mondo (se frequentate i luoghi di mare ne avete sicuramente viste parecchie). Le conchiglie sono state illuminate usando cinque diverse fonti di illuminazione: una lampadina a scarica di tipo SOX (che usa sodio a bassa pressione per produrre luce), una al sodio ad alta pressione (SON), una a LED, una ad alogenuri e, ovviamente, la luce naturale del Sole (riflessa dalla Luna, visto che stiamo parlando di specie notturne).

La differenza tra queste lampadine, oltre all’efficienza, sta anche nel colore della luce che emettono: quelle al sodio a bassa pressione, le più vecchie e obsolete, emettono una luce prevalentemente arancione, mentre quelle più moderne coprono uno spettro visivo più ampio, che aiuta noi esseri umani a distinguere non solo le sagome ma anche i colori.

ORMAI È TUTTO LED. Questo è un vantaggio per noi, che di notte ci vediamo molto meglio rispetto a qualche decennio fa, ma uno svantaggio per le littorine: le loro conchiglie sono colorate in modo da essere invisibili alla luce naturale e riescono a mantenere il camuffamento anche quando sono illuminate da una luce arancione. Se però finiscono sotto una luce a LED che copre uno spettro più ampio, i loro colori saltano all’occhio e permettono ai predatori di individuarle anche da molto lontano.

Nello studio si legge che entro i prossimi cinque anni, l’85% di tutta l’illuminazione pubblica mondiale sarà rappresentata da lampadine a LED. Ecco perché bisogna trovare soluzioni a questo problema: le littorine, infatti, sono solo un esempio di un fenomeno che potrebbe diventare globale e avere ripercussioni su interi ecosistemi.

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Valentina Romano
Ciao mi chiamo Valentina, pubblico notizie di vario genere e di vari argomenti. Mi piacerebbe interagire con voi, commentate gli articoli e vi risponderò a breve.

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