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La riabilitazione si fa giocando, con la realtà virtuale

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Giovanni (nome di fantasia) solleva il braccio destro e, muovendo la mano, fa scoppiare le bolle virtuali che scorrono sul maxischermo di fronte a lui, nella stanza colorata che sembra uscita dritta dritta da un lunapark. Se vi sembra normale è perché non sapete che non siamo a Gardaland, ma all’interno del Care Lab nella Fondazione Don Gnocchi a Milano. E, soprattutto, che Giovanni è emiplegico, ha una paralisi cerebrale che gli pregiudica gravemente i movimenti del braccio destro.

Quello a cui stiamo assistendo, infatti, non è un gioco, o meglio è un gioco ma applicato alla riabilitazione. E il Care Lab è un laboratorio che utilizza la tecnologia per la riabilitazione di pazienti in età evolutiva: al suo interno è presente un software (Virtual reality platform for motor and cognitive rehabilitation-Vitamin) che, attraverso l’uso della realtà virtuale, permette di potenziare le abilità motorie e cognitive.

L’idea del Care lab è nata nel 2012, ed è diventata realtà nel 2017, prima al centro Irccs “Santa Maria Nascente” della fondazione Don Gnocchi e ora anche nell’ambulatorio di Ancona-torrette. Si tratta, spiega il bioingegnere Paolo Meriggi (lui si definisce “il punto di raccordo tra tecnici e medici”), “di un sistema di realtà virtuale non immersiva. Una precisa scelta, questa, perché il bambino deve percepire la presenza del terapeuta e la realtà ‘reale’, in modo che il gioco riabilitativo occupi solo una parte del suo campo visivo. Questo perché i bambini che fanno riabilitazione possono avere anche deficit cognitivi, quindi è importante che siano sempre consci della presenza del terapista”.

Le attività del Care Lab sono proposte a bambini tra i 5 e gli 11 anni, affetti da patologie che vanno dalla paralisi cerebrale infantile ai disturbi dello sviluppo della coordinazione, dal deficit cognitivo ai disturbi dell’apprendimento ai deficit neuropsicologici (come deficit di attenzione, di pianificazione e di memoria a breve termine di tipo visuo-spaziale).

Tutta la parte tecnologica è nascosta in modo che i piccoli pazienti hanno l’impressione di stare in spazi solo di gioco, cosa molto importante, spiega Meriggi, “per stimolare la partecipazione e le motivazioni dei bambini”.

Dall’avvio delle attività, nel 2017 sono stati trattati 170 bambini attraverso 3.207 sessioni riabilitative e sono stati creati oltre 150 giochi per la riabilitazione degli arti superiori, e ora si è iniziato anche a lavorare anche su quelli inferiori, grazie a speciali solette in cui sono inseriti sensori di movimento. Il tutto grazie a un’equipe multidisciplinare che comprende medici, psicologi, neuropsichiatri infantili, neuropsicologi, fisioterapisti e, appunto, un bioingegnere.

Sulle pareti della stanza sono quindi proiettati ambienti di gioco con diversi livelli di difficoltà, con i quali il bambino interagisce come se si trovasse dentro un videogioco, costantemente seguito e accompagnato dal terapista. Sensori e dispositivi di misura registrano costantemente l’attività.

“La riabilitazione di basa sulla ripetizione di gesti e movimenti. Noi ci concentriamo non sul gesto, ma sullo scopo del gesto, in modo giocoso, in questo modo otteniamo il risultato di mantenere l’attenzione sull’esercizio più a lungo, giocando e guadagnando punti. Il terapeuta controlla che i movimenti siano giusti” racconta il bioingegnere.

L’uso delle macchine ha più vantaggi. Da una parte solleva il terapista dalla necessità di fornire gli stimoli, che è un compito ripetitivo e faticoso. Dall’altra consente di tenere nota nel tempo dei progressi e di rivedere a mente fredda (e da un occhio terzo) le sessioni.

Infine consente la raccolta e la misurazione dei dati in una forma comune, permettendo in prospettiva di costituire un archivio di esperienze e di misure, fondamentale per uno studio scientifico – che è in corso – e una valutazione dei progressi e dell’utilità di questo sistema di riabilitazione.

“Le informazioni registrate dal Care Lab – spiega Laura Traini, neuropsichiatra infantile e dirigente dell’attività riabilitativa ambulatoriale e diurna dell’età evolutiva del Centro – forniscono i dati necessari per monitorare il percorso riabilitativo del bambino. Il terapista, inoltre, può personalizzare e adattare le attività ludiche ai bisogni riabilitativi e alle caratteristiche del paziente, sempre a partire dal progetto che viene stilato in base ad un protocollo codificato, che prevede valutazioni multidisciplinari da parte di neuropsichiatra infantile, psicologo, neuropsicomotricista, logopedista e fisioterapista e test specifici a inizio e termine del percorso”.

All’interno del CARE Lab di Milano è presente anche una stanza di osservazione, dotata di specchi unidirezionali che permettono a terapisti e tecnici di analizzare le attività svolte dal bambino senza interferire con esse.

I risultati emersi in questi anni hanno confermato l’efficacia dei trattamenti, per questo motivo la Fondazione intende dotare delle medesime tecnologie altri centri della Fondazione nei diversi contesti territoriali in cui opera, accogliere pazienti con patologie differenti e portare l’attività a domicilio.

“Stiamo lavorando a uno studio scientifico per misurare i maggiori progressi ottenuti con questo sistema rispetto a quello tradizionale, cioè senza l’ausilio della realtà virtuale. Al momento sta emergendo una grande efficacia sia negli aspetti direttamente legati alla cura – per esempio chi ha problemi motori migliora in quell’ambito, se non altro perché, essendo più coinvolto, mette un maggior impegno nelle sessioni e queste possono durare di più prima che il bambino si stanchi o perda interesse – ma anche effetti collaterali positivi, per esempio sull’organizzazione spaziale”.

E in prospettiva?

Gli sviluppi – conclude Paolo Meriggi – vanno verso la realtà aumentata, l’uso di robot, e soprattutto il trasferimento di parte dei meccanismi e delle attività nelle case dei pazienti, in modo che possano effettuare almeno una parte della riabilitazione a casa loro.

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Valentina Romano
Ciao mi chiamo Valentina, pubblico notizie di vario genere e di vari argomenti. Mi piacerebbe interagire con voi, commentate gli articoli e vi risponderò a breve.

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