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La Manso, la signora degli anelli (in plastica)

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Adriana Manso ha 27 anni, nata e cresciuta a Barcellona (ma ha appena allestito uno spazio temporaneo a Parigi), è una designer di anelli in plastica che piacciono a Bella Hadid e Dua LipaPlastic is fantastic è il motto della sua azienda che si chiama come lei, La Manso, e che nel giro di due anni – è stata fondata nel 2019 in piena pandemia – è passata da un dipendente, ovvero la stessa Adriana, a quattordici persone assunte. Tutte donne, tranne il Ceo.

Una citazione, quella degli Aqua e della plastica fantastica, che non è solo musicale ma che evoca lo stile colorato e lucente degli anni Novanta al quale La Manso si ispira. Sogno non proibito (il costo delle sue creazioni va dai 50 ai 70 euro) della Gen Z, è amata dai Millennial, indossata dalle fashioniste di ogni età, virale su TikTok. Deve il lieto fine di una favola difficile da scrivere in questi anni a Miley Cyrus, anche se non l’ha mai incontrata. Non ama le interviste, da vera nativa digitale alla stampa preferisce i social, ma accetta di raccontare la storia del suo brand mentre prepara gli scatoloni (pieni di anelli giganti dai mille colori). Sta aiutando a smontare il Museo La Manso allestito a Parigi, nello spazio 3537org del Marais, a ridosso dalla settimana della moda.

Adriana, come è riuscita a creare dal niente un’azienda in pieno lockdown? Mia nonna aveva un chiosco di oggetti in plastica a Barcellona e ho sempre amato la plastica, mi ricorda la mia infanzia. Ho studiato teatro ma mi divertiva decorare degli anelli in plastica che compravo già fatti. Li indossavo durante il festival Sónar, li facevo portare ai miei amici, li vendevo su Instagram. Durante la pandemia ho realizzato un piccolo campionario e, grazie al potere dei social, sono stata contattata dallo stylist di Miley Cyrus. Cercava dei gioielli da farle indossare per il video di Midnight Sky.

Glieli ha mandati subito? Certo, peccato che poi mi ha risposto che non li avrebbero utilizzati. Vedere quindi Miley Cyrus che nel video si copre il seno con le mani piene dei miei anelli è stata una vera sorpresa. Alla fine li aveva presi e lo ringrazierò per sempre. Mi ha cambiato la vita. Da quel momento con una specie di passaparola social La Manso è diventata virale e le vendite sono esplose.

Tra le sue clienti ci sono anche Bella Hadid, Dua Lipa, Lily-Rose Depp, Rosalía. Non è facile avere testimonial così. Qual è il segreto de La Manso? C’è la plastica, che è un elemento caro alle persone cresciute negli anni Novanta ma che piace anche alle giovanissime che, indossando questi anelli, trovano un modo per connettersi al quale mondo. C’è anche una certa visione delle cose, che è poi la mia visione, ovvero di fare quello che piace, di farlo bene, con allegria e godere dei risultati che vengono. Alle mie clienti piacciono i miei anelli ma amano anche me e quello che ho fatto.

Per questo il suo Museo La Manso di Parigi è stato sold out tutti i giorni? Abbiamo allestito questo spazio con gli architetti di Tapa durante la settimana della moda. L’idea eradi mettere al centro le mie creazioni, in particolare il modello Square che è quello più iconico, come se fossero delle micro-sculture, delle piccole opere d’arte intorno alle quali ho chiesto ad amici artisti di costruire altri oggetti d’arte. Ma non solo. Come in un vero museo abbiamo aperto un angolo souvenir con gli anelli, ma anche con gli altri oggetti della produzione, orecchini, collane, cinture e borse. C’era poi un bar e una programmazione artistica fatta di concerti, djset e persino una cena collettiva con paella popular.

Tutto in uno stile molto La Manso. Ma come si indossano i suoi anelli? Vanno portati come se fossero indumenti, possono vestire molto soprattutto se indossati su varie dita, magari anche due o tre per dito. Noi li portiamo così, da abbinare a un abbigliamento molto fuso tra formale e informale. Vanno benissimo con una tuta con delle scarpe con il tacco, o con un abito con delle sneaker. Non li porterei su un look troppo carico, mentre completano bene un abbigliamento basico.

Con lei lavorano soprattutto donne, si definirebbe una femminista? No, assolutamente. Il mio team si è formato naturalmente, senza alcuna ideologia. In quello che faccio c’è una dichiarazione di intenti femminista che mi appartiene.

E se dovesse comprare un gioiello cosa acquisterebbe? Sono una fan delle creazioni di Tetier Bijoux, anche lei lavora con la plastica ed è vicina alla mia visione. Più che una produzione sembra un progetto artistico.

Cosa vede sulla strada de La Manso? Mi piacerebbe consolidare il mio brand ma anche dedicarmi a nuovi progetti. Sono anni di grandi collaborazioni, mi divertirebbe lavorare alla direzione creativa di un altro marchio.

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Valentina Romano
Ciao mi chiamo Valentina, pubblico notizie di vario genere e di vari argomenti. Mi piacerebbe interagire con voi, commentate gli articoli e vi risponderò a breve.

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