Il classico furgone per le consegne con l’autista-fattorino che bussava alla porta per recapitare buste e pacchetti negli Stati Uniti faranno presto parte dei ricordi. La Federal aviation administration (Faa), l’autorità federale americana per il traffico aereo, ha infatti autorizzato i droni di piccole dimensioni a sorvolare le persone e volare di notte segnando così un passo significativo verso il loro utilizzo su larga scala nel settore delle consegne. Precedentemente, i voli di droni di piccole dimensioni erano limitati ai casi in cui le persone sorvolate fossero direttamente coinvolte nelle operazioni, o fossero riparate sotto una struttura coperta o all’interno di un veicolo fermo, salvo deroghe da parte della Faa. Le nuove norme sull’utilizzo dei droni compatti diventeranno operative sessanta giorni dopo la pubblicazione del provvedimento nel registro federale previsto per il prossimo mese. Da quel momento i produttori di droni avranno diciotto mesi per iniziare a produrre droni che siano dotati di un apposito identificativo (Id) da remoto per ragioni di sicurezza. Da segnalare poi che oltre alle operazioni notturne, in alcuni casi saranno autorizzati anche voli al di sopra di persone per i droni di maggiori dimensioni. “Le nuove regole aprono la strada all’ulteriore integrazione dei droni nel nostro spazio aereo affrontando le preoccupazioni in materia di sicurezza – ha dichiarato Steve Dickson, amministratore della Faa – Ci avvicinano al giorno in cui assisteremo con frequenza ad operazioni condotte con i droni come la consegna dei pacchi”.

La Faa ha specificato che per le attività notturne i droni dovranno essere dotati di luci anticollisione e che in alcune circostanze le nuove regole permetteranno operazioni al di sopra di veicoli in movimento. L’Id remoto è obbligatorio per tutti i droni che pesano 0,55 libbre (0,25 chilogrammi) o più, come pure per i droni più piccoli in determinate situazioni. Inoltre, le nuove regole eliminano la necessità per i droni di essere connessi a Internet per trasmettere i dati sulla loro posizione poiché ora trasmetteranno il loro Id tramite trasmissioni in radiofrequenza. Secondo l’Association for unmanned vehicle systems international l’Id remoto funzionerà come “una targa digitale per i droni che consentirà operazioni più complesse, mentre l’autorizzazione a operazioni notturne e sulle persone rappresentano passi importanti per consentire l’integrazione dei droni nel nostro spazio aereo nazionale”. Lo scorso mese di agosto, il servizio di droni avviato da Amazon  (che già aveva dato vita alle consegne automatizzate con il suo Scout) aveva ricevuto un’approvazione federale che consentiva al colosso dell’e-commerce di iniziare a testare le consegne commerciali a mezzo della sua flotta di droni. Walmart  aveva dichiarato a settembre che avrebbe portato avanti un progetto pilota per la consegna di generi alimentari e prodotti per la casa tramite droni, ma aveva anche riconosciuto all’epoca che “passerà del tempo prima di vedere milioni di pacchi consegnati a mezzo drone”. Insomma i nostalgici delle tradizionali consegne con i van possono dormire ancora sonni tranquilli senza gli incubi di vedersi precipitare addosso un drone. Inutile negare però che questa soluzione porterebbe dei benefici sia in termine di riduzione del traffico, sia come conseguente riduzione dell’inquinamento, per non parlare poi della sicurezza dai possibili contagi da SarsCoV-2 che di questi tempi non è da sottovalutare.

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