Otto ore di smartworking o di studio, un’ora di allenamento su YouTube, l’aperitivo su Zoom e, dopo cena, una serie su Netflix: la pandemia di covid ha eroso tutte le occasioni o quasi di contatto sociale e aumentato esponenzialmente il tempo che trascorriamo davanti a uno schermo, con effetti dannosi per la vista. Secondo un’indagine commissionata da Fight for Sight, un’organizzazione di beneficienza britannica che si occupa della prevenzione e del trattamento di cecità e malattie oculari, i mesi di lockdown stanno mettendo un’ipoteca sulla salute dei nostri occhi e sulla prevenzione dei più comuni problemi alla vista.

UN CALO GENERALIZZATO. Su 2.000 persone contattate per un sondaggio, la metà ha riferito un aumento del tempo passato davanti a smartphone, tv, tablet e pc, e il 38% riteneva che la propria vista fosse peggiorata. Allo stesso tempo, una persona su cinque ha detto di non avere in programma il solito controllo oculistico rispetto a prima della pandemia: il timore di un possibile contagio nelle strutture sanitarie tiene alla larga dalle visite di prevenzione. Molte persone hanno inoltre raccontato di avere problemi nella lettura, frequenti emicranie o disturbi nella visione notturna.

CHE COSA POSSIAMO FARE. La buona notizia è che si può intervenire. Per Fight for Sight, più della metà dei casi di perdita della vista si potrebbero evitare con controlli precoci e regolari e altri metodi preventivi. Anche allentare la pressione sugli occhi aiuta: un trucco che possiamo provare da subito è la cosiddetta regola del 20-20-20, che propone di rilassare lo sguardo ogni 20 minuti, fissando per 20 secondi un punto lontano almeno 20 piedi (circa 6 metri). Guardando lontano l’occhio si riposa: è il motivo per cui molti Paesi asiatici dove la miopia è diffusa hanno inserito più ore all’aria aperta e nella natura nei programmi scolastici.

MIOPIA DA LOCKDOWN. Parlando di disturbi alla vista in età scolare, fa riflettere uno studio da poco pubblicato sulla rivista JAMA Ophthalmology, che ha osservato la progressione della miopia nei bambini di elementari e medie dopo i lockdown imposti dalla pandemia. La ricerca che ha seguito 123.535 bambini dai 6 ai 13 anni di 10 scuole elementari cinesi per 6 anni, dal 2015 al 2020, ha fatto emergere nell’ultimo anno un più deciso peggioramento della miopia nei bambini dai 6 agli 8 anni, una fase critica per lo sviluppo delle capacità visive e forse più sensibile ai cambiamenti dell’ambiente esterno.

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