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Come fa il boa a non strozzarsi quando mangia?

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Il Boa constrictor, il suo nome scientifico – è uno dei serpenti più famosi al mondo, la cui fama è dovuta soprattutto alle sue abitudini alimentari: è un animale molto paziente, che intrappola la preda nelle sue spire e la soffoca lentamente, inghiottendola poi senza preoccuparsi troppo delle sue dimensioni.

C’è una domanda fondamentale riguardo a questa strategia di caccia: come fa il boa a non soffocarsi da solo quando strozza la sua vittima? Infilarsi un grosso animale intero in gola, o avvolgerlo in tre metri di spire arrotolate, non rischia di soffocare del tutto il povero serpente?

Be’, la risposta ovviamente è no, altrimenti i boa si sarebbero estinti, ma per alcuni la questione era scottante e vi si sono dedicati, così adesso uno studio pubblicato su Journal of Experimental Biology spiega perché il boa non muore soffocato. Per scoprire i segreti dietro al pasto del boa, e capire come faccia a non soffocarsi da solo quando stringe una preda, John Capano (Brown University di Providence, Rhode Island) e il suo team hanno organizzato un esperimento molto semplice, almeno sulla carta. Hanno preso un boa e l’hanno infilato in uno sfigmomanometro, dopodiché hanno alzato la pressione e osservato ai raggi X in che modo il corpo dell’animale reagisse alla compressione.

200 PAIA DI COSTOLE! Hanno così visto che il segreto sta nelle costole: un boa ne ha circa 200 paia lungo tutto il corpo ed è in grado di controllarle singolarmente o quasi, “reclutando” solo quelle che gli servono in quel momento per respirare. Durante l’esperimento, lo sfigmomanometro è stato spostato lungo tutto il corpo dell’animale: quando era in prossimità della coda il boa usava le costole più vicine alla testa per espandere e contrarre i polmoni (e quindi respirare), mentre più si avvicinava alla testa più l’animale usava le costole “basse”, vicine quindi alla coda. Il controllo selettivo su alcune costole specifiche è dunque quello che permette al boa di non soffocare mentre sta consumando la preda.

E PER CAMMINARE? Secondo gli autori dello studio, la capacità di muovere solo specifiche porzioni della sua lunghissima gabbia toracica è stata strumentale nell’evoluzione dei boa, e ha permesso loro di sviluppare la tecnica della “costrizione” e anche di consumare prede via via sempre più grandi; e se non avessero imparato a controllare le loro costole probabilmente non si sarebbero diffusi così tanto sul Pianeta. Ora il team di John Capano ha un nuovo obiettivo: scoprire se e come la locomozione (che prevede tra l’altro di muovere le costole) influenza la respirazione, nei boa e in altri serpenti.

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Valentina Romano
Ciao mi chiamo Valentina, pubblico notizie di vario genere e di vari argomenti. Mi piacerebbe interagire con voi, commentate gli articoli e vi risponderò a breve.

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