Stavolta è fatta davvero. Dopo l’approvazione alla Camera dello scorso dicembre, anche il Senato ha dato parere favorevole alla Legge di Bilancio 2021 nella quale è inserito l’emendamento che permette il recupero delle targhe originali per i veicoli storici, sia in caso di reimmatricolazione, sia per quelli già reimmatricolati o ritargati negli anni passati. Il prossimo, definitivo passaggio per concretizzare questa iniziativa sarà il Decreto Attuativo che il Ministero dei Trasporti dovrebbe emanare entro 60 giorni. Per gli appassionati italiani si tratta di una svolta importante perché molti storcevano il naso a vedere targhe moderne applicate su auto d’epoca, magari anteguerra.

Era una fisima prodotta da vecchie normative che imponevano la sostituzione qualora l’acquirente fosse risultato residente in una provincia diversa dal venditore. Di contro, avere una targa originale, di “prima  immatricolazione”, veniva considerato un pregio raro e supplementare, destinato addirittura ad accrescere il valore della vettura. È stato calcolato che questo provvedimento frutterà alle casse dell’Erario dai due ai cinque milioni di euro. Vediamo perché – e poi come. Innanzi tutto, per ottenere targhe uguali a quelle originali occorrerà pagarle. Ancora si deve decidere quali saranno i tempi e i costi ma, dal momento che esiste questa possibilità, pochi vorranno rinunciarvi. Vediamo il come.

Il veicolo dovrà avere un “interesse storico e collezionistico” documentato o dalla casa costruttrice o da enti o associazioni abilitate. La grossa novità riguarda la possibilità di ottenere targhe originali anche per “veicoli precedentemente iscritti al Pra e cancellati d’ufficio o su richiesta del precedente proprietario” (sono escluse le automobili fatte demolire per avere il beneficio della rottamazione). Ma che aspetto avranno queste vecchie targhe? Saranno “conformi alla grafica originale”, che però non specifica se il simbolo del Fascio (presente in un certo periodo del ventennio mussoliniano) sarà impresso o abolito. Ovviamente, queste targhe d’antan non potranno avere sigle alfanumeriche “già presenti nel sistema meccanografico CED della Motorizzazione civile”, anche se difformi come grafica e formato. Con la targa storica verrà rilasciato anche un nuovo libretto che farà riferimento al periodo storico di circolazione.

Insomma, per gli amanti delle auto storiche una buona notizia. E un altro balzello.

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