La maggior parte di noi sono schizzinosi verso alcuni alimenti – una cosa normale – ma per alcuni, l’essere schizzinosi può essere disfunzionale. Un disturbo alimentare poco noto – chiamato Disturbo evitante/restrittivo dell’assunzione di cibo (avoidant restrictive food intake disorder, Arfid) – può avere un impatto grave e permanente sulle abitudini alimentari.

Questa patologia ha guadagnato molta attenzione nel 2019, quando si seppe che un adolescente in Gran Bretagna soffriva di perdita irreversibile della vista e dell’udito dopo aver mangiato per un anno solo snack, patatine e pane bianco. Ben più di un semplice caso di “alimentazione schizzinosa”; l’adolescente soffriva di Arfid e si atteneva a una dieta stretta perché tollerava con difficoltà la consistenza di altri alimenti. Anche se è un esempio estremo, dimostra comunque quanto questo disordine alimentare possa essere nocivo per coloro che lo soffrono.

Il disturbo evitante/restrittivo dell’assunzione di cibo è una patologia riconosciuta relativamente di recente, e per prima dall’American Psychiatric Association nel 2013. Si ritiene che colpisca circa il 5-15% dei bambini ricoverati in ospedale con problemi alimentari e meno dell’1% degli adulti.

Arfid è diverso da altri disturbi selettivi dell’alimentazione, quali anoressia e bulimia. Chi soffre la patologia non sta cercando di controllare il proprio peso. Piuttosto, ha una paura innata del cibo e dell’atto di mangiare. Mentre alcuni alimenti, aspetti od odori possono evocare disgusto o paura in molti di noi, chi soffre di Arfid si sente così ogni giorno a proposito di molto del cibo che si trova davanti.

Molti provano un’ansia incredibile verso gli alimenti che considerano pericolosi – con una conseguente dieta priva di nutrizione. Inoltre non hanno motivazioni per cambiare le proprie consuetudini alimentari dato che è difficile gestire il disagio psicologico del cercare di includere “cibi pericolosi”.

Data la novità di questo disturbo, molti suoi aspetti restano sconosciuti. Tuttavia, generalmente gli psicologi concordano sul fatto che chi soffre di disturbo evitante/restrittivo dell’assunzione di cibo presenterà una o più delle caratteristiche seguenti:

  • Assenza di fame o apparente mancanza di interesse nell’alimentazione o nel cibo.
  • Esclusione degli alimenti per il loro aspetto, odore o sapore.
  • Preoccupazione da parte di un genitore o di un bambino circa le limitate quantità e tipologia di alimenti mangiati.
  • Non mangiare abbastanza calorie, proteine, vitamine o minerali.

Può essere difficile diagnosticare l’Arfid, ma generalmente, i dottori osserveranno la quantità e il numero di tipi di cibi che una persona mangia, per quanto tempo l’esclusione di determinati alimenti è stata un problema, se una persona ha perso peso o se la sua crescita è bloccata.

Cercheranno anche segni di deficienze nutrizionali – quali unghie e capelli fragili, alterazioni cutanee, gengive o labbra sanguinati, strani lividi, cambiamenti nella vista, affaticamento e smemoratezza croniche, e crescita insufficiente. Osserveranno anche se la patologia provoca angoscia o interferisce con la vita di tutti i giorni.

Chi soffre di Arfid ha un’innata paura del cibo e dell’atto di mangiare.

Pericoli dell’”alimentazione schizzinosa”

Molti genitori di bambini diranno probabilmente che i loro figli sono “mangiatori schizzinosi”. Questa è una fase normale nello sviluppo infantile, e molti bambini ne escono tra i quattro e i sei anni d’età. Ma l’Arfid è diverso e spesso i bambini lo sviluppano in seguito a precedenti esperienza negative con tipologie di cibo che quando erano molto piccoli potrebbero aver loro provocato soffocamento o vomito. La paura di soffocamento o del vomito, l’avversione a certi sapori o consistenze, o una mancanza di volontà di mangiare sono tutte ritenute cause. Spesso, gli adulti che soffrono di Arfid riferiscono le proprie sensazioni sul cibo a esperienze avute da bambini piccoli e sperimentano le stesse sensazioni di esclusione dei bambini.

Di solito, i bambini che sono mangiatori schizzinosi non perderanno peso né dipenderanno da bevande nutrizionali o tubi di alimentazione. Non avranno neanche timore o fobie circa il vomitare, soffocare o limitare la propria assunzione di cibo al punto da perdere peso e sviluppare segni di deficienze vitaminiche e minerali.

E, diversamente dal mangiatore schizzinoso medio, chi soffre di Arfid riesce a mangiare solo meno di 20 tipi diversi di cibo – di solito alimenti “bianchi” o “beige”, quali pane, riso bollito e cracker. Ciò può condurre nei bambini a perdita di peso o ritardo nella crescita, peggioramento dell’attività cognitiva e deficienze nutrizionali.

Un esame sistematico recente di casi di pazienti con entrambi ARFID e autismo, ha scoperto che quasi il 70% di pazienti affetti da Arfid soffrivano di scorbuto (carenza di vitamina C), mentre il 17% soffriva di disturbi della vista come conseguenza della carenza di vitamina A. Si riferivano anche carenze di vitamina D, B12 e di tiamina. Tali vitamine e minerali sono essenziali per contribuire al corretto funzionamento dell’organismo. Si raccomanda che le persone con un sospetto di Arfid vengano sottoposte a cure specialistiche per assicurarsi che ricevano aiuto per trattare la loro patologia.

In tutto il mondo, mangiare rappresenta per molte persone un’importante attività sociale. Ma il disturbo evitante/restrittivo dell’assunzione di cibo può portare molti a sentirsi isolati. Dato che si tratta di un disturbo relativamente nuovo, sarà importante che la ricerca continui a lavorare per capire perché si sviluppa la patologia e qual è il modo migliore per contribuire alla guarigione dei pazienti.

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